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NON E' NORMALE

di Federica Russolillo

Ci sono luoghi comuni duri a morire, pregiudizi che ci fanno considerare normale ciò che normale non è... perchè a tutto, anche al peggio, ci si può abituare. Serve consapevolezza per qualsiasi ipotesi di cambiamento e riscatto. Non c'è alternativa!

Partiamo da questo presupposto: non si tratta di "retaggi del passato", "nostalgismo" e bla bla bla. Sì, so cosa si dice in giro. Sì, so cosa penserete. Parliamoci chiaramente: ci sono luoghi comuni duri a morire. Pregiudizi collettivi così solidi da sradicare nelle coscienze individuali... Che a volte ci si demoralizza a volerci tentare. Eppure mi dico che va fatto, perché bisogna combattere per noi stessi. E per combattere ci vogliono persone consapevoli. E per creare persone consapevoli bisogna combattere quella sub-cultura che nasce purtroppo proprio nelle scuole, che annulla la nostra storia e che ci rende schiavi. Un popolo privato della sua storia e, di conseguenza, del suo futuro, non è mai libero. Perché è questa sub-cultura quella che ci fa pensare che non potremmo fare nulla da soli. Che non saremmo niente senza l'Italia. Quella sub-cultura che ci fa amare chi in 158 anni ci ha trasformato da uno degli Stati più ricchi d'Europa, nell'area più povera.
Beh, nel caso qualcuno ancora non se ne fosse accorto: peggio di così non potremmo essere messi. Non c'è più nulla da difendere, nulla più da giustificare.
Perché NON È NORMALE che per avere un futuro dignitoso dobbiamo abbandonare la nostra terra.
NON È NORMALE dover pensare che per avere più possibilità di sicurezza lavorativa dobbiamo andare a laurearci in una università del nord o straniera.
NON È NORMALE che siamo al centro del Mediterraneo, 3000 anni di storia e cultura, un potenziale inaudito sotto tutti i punti di vista (climatico, culturale, turistico, paesaggistico), e siamo l'area più sottosviluppata d'Europa.
NON È NORMALE che in tutto il SUD circolano la metà dei treni della SOLA LOMBARDIA.
NON È NORMALE che al nord ci sono 8 posti letto ospedalieri ogni 1000 abitanti, mentre al Sud ne sono solo 3.
NON È NORMALE che le grandi società di servizi (assicurazioni, energia, banche, telefonia, a' tangenziale!) di cui usufruiamo hanno TUTTE sede legale al nord.
NON È NORMALE che siamo la macro-area più debanchizzata d'Europa.
NON È NORMALE che non abbiamo una sola assicurazione che abbia sede legale al sud.
NON È NORMALE che qui le assicurazioni le paghiamo dal doppio al triplo in più rispetto ad una città del centro-nord.
NON È NORMALE che qui le imprese che riescono ad ottenere un finanziamento devono pagarlo dal 2 al 3% in più rispetto ad una impresa del nord.
E potrei continuare.
Sì, sì. Lo so che siete tentati di attribuire tutto ciò all'inferiorità atavica del meridionale. Lo diceva pure Francis Galton che l'inferiorità naturale viene tramandata geneticamente, quello che ha inventato l'eugenetica e il razzismo scientifico. Lo diceva pure Georges Vacher de Lapouge. Lo diceva pure Cesare Lombroso che addirittura studiava i tratti morfologici del "criminale nato" osservando i crani dei così-chiamati-dalla-storiografia-ufficiale "briganti" napoletani. Lo dicevano nell'800, quando le potenze europee vivevano la loro fase coloniale e dovevano legittimare scientificamente la loro superiorità sui "selvaggi" colonizzati. È una storia vecchia quella di attribuire il sottosviluppo alle popolazioni che lo subiscono, eppure ancora oggi è, pure questo, un luogo comune duro a morire. E non è normale manco questo: ricondurre tutto alla "mentalità".
Cari "adda-cambià-a-mendddalidà", ma voi lo sapete che nel laborioso, civile, sicuro nord ci vivono milioni di campani, siciliani, calabresi, pugliesi?
Lo sapete che dalle nostre università escono menti eccezionali che nella maggior parte dei casi se ne vanno?
È legittimo immaginare un futuro migliore, concedetemelo. Per noi ragazzi, per i vostri e i nostri futuri figli, per questa terra che è meravigliosa.

Abbiamo pensato a SUDEXIT come blog, nuova piattaforma interattiva per la diffusione della conoscenza e la condivisione delle idee. Per riprenderci il nostro futuro.

" Perché il sottosviluppo del Sud non è un problema di difficile soluzione ma un obiettivo perseguito con successo.

Ed è l'ora di dire BASTA! 

BASTA CON QUESTA ITALIA:

INDIPENDENZA senza se e senza ma perché qualunque scenario di incerta drammaticità non potrà mai essere peggiore dell'oggi! " 

Carlo Dini

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