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OLIMPIADI A MILANO-CORTINA 2026: ALTRA ABBUFFATA DI MILIARDI PER IL NORD

di Carlo Dini

La tesi secondo cui è meglio investire (solo) al nord si sta facendo largo come corollario di un'autonomia differenziata che prevede di trattenere il proprio e prendere la maggior parte delle risorse di tutti. Questa è la nuova Italia dell'asse decisionale Lega-PD con la compiacenza del M5S.

Tutti sanno che l’ingordigia dilata lo stomaco. La fame aumenta e si deve mangiare sempre di più. Ebbene, il tovagliolo era appena passato a pulire la bava unta della tracotante Lombardia dopo l’abbuffata di Expo che ecco arrivare l’annuncio di un altro mega banchetto. Le olimpiadi invernali del 2026 si terranno a Milano (famosa per i suoi boschi innevati e le sue piste da sci) e Cortina. Chi pensava che con 14 miliardi di euro di Expo si sarebbe placata la voracità della operosa borghesia lombarda si deve ricredere... Ecco che oltre ai 5 miliardi del Comitato Olimpico, il Governo si sta già attrezzando per metterci del suo perché l’Autonomia differenziata funziona così: il nord si tiene ciò che "produce" e l’Italia (tutta) contribuisce a ciò che viene organizzato al nord.

 

Si dirà… E’ normale finanziare eventi del genere con stanziamenti straordinari! Certo che sì. Il problema è che tutto o quasi viene organizzato al nord. Poi, per sbaglio, Napoli si aggiudica le Universiadi 2019 e scopriamo che lo Stato Italiano, questo amatissimo, contribuisce con la sconvolgente somma di ZERO euro. Avete capito benissimo, zero euro! I pochissimi fondi arrivati a Napoli per ospitare le Universiadi 2019 sono arrivati dalla Regione Campania, quindi in autofinanziamento, caso unico nella storia di eventi di questo tipo. Non è possibile, non ci credo… fammi controllare. E’ davvero così, nel silenzio complice dei media nazionali e di quella schiera di finti intellettuali radical chic bravi solo a produrre metano con i loro orifizi.

 

Ma la cosa che fa rivoltare lo stomaco è sentire napoletani e meridionali gioire per il successo di Milano e Cortina come fosse cosa loro, certi che da quelle parti i soldi li sanno spendere bene, così come è successo per i miliardi arrivati per Expo, del resto! Una sorta di favola italiana, vera come le borse di Prada esposte sui teli a Parco Sempione. Perché dietro lo sfavillio milanese c’è “qualcosa” che puzza. L’ andrangheta intorno a Milano ha il monopolio del movimento terra, lo sanno tutti. Lavora in collaborazione con funzionari delle amministrazioni ed i piani alti di Palazzo Lombardia, la nuova sede della regione voluta dal probo Formigoni (oggi in galera), costata più di 380 milioni di euro, ben 280 milioni in più delle previsioni. La mafia calabrese ha qui i suoi pezzi da 90, perché è qui che girano i soldi, non certo sull’Aspromonte. Ha da subito cercato di infilarsi negli appalti di Expo Milano creando un certo scompiglio tra chi voleva spartirsi le fette della torta. Tira a destra, tira a sinistra… si rischiava di far saltare tutto per i ritardi. Sembrava. Perché la soluzione è parsa a tutti come il vero obiettivo del tira e molla: commissariare Expo e far saltare le procedure di appalto con la motivazione dell’urgenza. I cantieri si sono riaperti in velocità con l'aggiunta di tantissime nuove aree di intervento. Il nord-ovest di Milano si è trasformato in una selva di gru. Infrastrutture faraoniche, viabilità stile Los Angeles, una stazione dell’alta velocità dedicata (insieme a Trenord) parchi e, ovviamente, l’area per EXPO. Tutt’intorno nuove urbanizzazioni con migliaia di appartamenti su suoli di speculazione “casualmente” in mano a certi costruttori. Si fa quasi fatica a spenderli tutti, quei soldi. E nonostante l’apertura incondizionata dei cordoni della borsa e le procedure d’urgenza, molte opere non vengono terminate. L’esempio più eclatante quello di Palazzo Italia, sede del padiglione italiano. Una struttura fantascientifica costata la bellezza di 96 milioni di euro che si è presentata non finita agli occhi dei visitatori per poi rimanere semi abbandonata una volta finita la gran kermesse. Oppure, mi viene da ricordare il caso dei pannelli di chiusura per i cantieri non terminati... Nascondere l’incompiuto per far vedere al mondo che è tutto ok. Migliaia di metri quadrati di materiale usa e getta costato ben 100 euro per ogni singolo metro quadro. Fatela voi la moltiplicazione, io ho già dato di bile. Ma Expo Milano, Nutrire il Pianeta (nome beffardo), è stata un successo, almeno così ci hanno raccontato i media di questo Paese. Non si poteva certo compromettere la buona riuscita dell’evento, far fare una brutta figura a Milano (per quello c’è sempre Napoli), e soprattutto non si poteva correre il rischio di pregiudicarsi altre importanti assegnazioni. Ecco che nella breve pausa tra le due mega abbuffate il governo stanzia ben 200 milioni di euro l’anno per dieci anni (per un totale di 2 miliardi) per riconvertire l’area Expo (appena terminata) ed incrementare ancor di più il valore delle aree esterne urbanizzate.

 

Siamo all'oggi, pronti per ripartire. Già che ci siamo facciamo anche le olimpiadi: ed ecco l’assegnazione delle olimpiadi invernali 2026. Ma d’altra parte lo stanno dicendo in tanti tra economisti ed esponenti della politica: per rilanciare l’Italia si deve investire al nord dove il ritorno degli investimenti è più alto anche se ciò comporta un divario crescente tra la sfavillante Milano e l’ultima d’Europa, Napoli. E mentre a Napoli ci si prepara all'arrivo degli atleti e delle delegazioni straniere facendo i salti mortali con l'organizzazione avendo ricevuto i famosi ZERO euro dallo stato... A Milano si festeggia di brutto in preparazione dell'ennesima grande abbuffata di soldi pubblici.

 

Questa è l’Italia (da sempre), oggi più che mai lanciata verso un nordismo mangia tutto con un bel po’ di terroni ad esultare per i successi italiani tra uno sputazzo e l’altro, con la premura di farsi vedere virtuosi come i migliori fratelli padani, pronti a sostenere l'autonomia differenziata perchè è giusto così. Devo chiudere, sto per vomitare!

 

" Perché il sottosviluppo del Sud non è un problema di difficile soluzione ma un obiettivo perseguito con successo.

Ed è l'ora di dire BASTA! 

BASTA CON QUESTA ITALIA:

INDIPENDENZA senza se e senza ma perché qualunque scenario di incerta drammaticità non potrà mai essere peggiore dell'oggi! " 

Carlo Dini

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