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LOMBARDIA 2020: FINE di un (FALSO) MITO. OPPURE NO

di Carlo Dini

Capire per poi disinnescare i perversi meccanismi del sistema italia è l'unica strada per scongiurare la desertificazione economica e sociale del nostro sud. Giocare in difesa significa morire.

Il re è nudo. La regione di Fontana, la locomotiva d’Italia, quella a cui si deve dare di più e prima (perché sarebbe giusto così) si presenta agli occhi del mondo ormai per quello che è, senza più veli e crinoline che hanno infiocchettato il modello lombardo fino a farlo idealizzare ed assurgere ad eccellenza mondiale con la complicità di un sistema, quello italiano, in cui tutti, media, intellettuali, istituzioni (fino al magistrato anticorruzione Cantone) hanno lavorato con metodo per costruire l'ex-mito in questione.

Il modello sanitario lombardo è stato sbandierato a destra e a manca come un'eccellenza che tutto il mondo ci invidiava fino ad arrivare ad “istituzionalizzare” il turismo sanitario per migliaia di meridionali costretti di conseguenza a costose trasferte oltre che a gestire il problema della malattia. Ma si sa… La salute viene prima di tutto. E tutto sembrava concordare che non ci fosse niente di meglio della Lombardia in quanto a capacità nel gestire la nostra salute.

Poi è arrivata la pandemia e l’emergenza Covid-19 ha messo in luce una realtà inedita. Oggi, il modello Lombardia è quello da non seguire, quello da cui tutto il mondo deve tenersi alla larga se vuole salvare vite!

Ma non è solo il mito del modello sanitario ad essere crollato miseramente: ormai l'opinione pubblica, ed in particolare quella lombarda, ha potuto constatare che è tutto il sistema organizzativo, politico ed amministrativo ad essere risultato fallimentare. Un flop che è costato migliaia di morti in Lombardia e un lockdown pesantissimo per tutto il Paese.

 

E l'oggettiva qualità dei servizi che fino ad ieri faceva sbavare oltre mezza Italia? Trasporti efficienti, digitalizzazione dei servizi della pubblica amministrazione, strade e arredo urbano fino alla gestione dei parchi con eserciti di giardinieri finanche nelle periferie più disagiate?

 

Fin troppo evidente (tranne che per il super magistrato Cantone, pare) che lo standard irraggiungibile dell'unica regione d'Italia veramente europea fosse il classico luccichio che non è oro. Corruzione ai massimi livelli, sperpero di denaro pubblico, infiltrazioni mafiose, lobby economiche spietate e senza scrupoli… fatti già noti alla cronaca nonché alla magistratura presentati come fisiologiche eccezioni ma che invece erano e sono la regola. Ma il nocciolo della questione sta proprio in questo passaggio, perché per percepire come eccezioni o piccole scivolate questo fiume di malversazioni, è stato sempre fondamentale garantire la quantità dei servizi. E per far ciò servono soldi, tanti e sempre di più. E quei soldi sono sempre stati trovati. Come ha recentemente ricordato il Presidente Fontana, spettrale quanto inquietante nella sua tremolante pacatezza, “la bistecca va garantita a chi deve andare a lavorare anche per mantenere gli altri”. E questa è sempre stata la logica con cui il sistema italia ha servito gli interessi della Lombardia. Misure eccezionali (tipo EXPO, le prossime olimpiadi o le innumerevoli infrastrutture) piuttosto che "ordinaria amministrazione" attraverso un drenaggio sistemico di risorse ai danni soprattutto del Sud: iva trattenuta in funzione della sede delle aziende (e non dove è pagata), ricorso alla spesa storica per istituzionalizzare disparità di trattamento, investimenti dove richiesti (e non dove necessari) fino ad arrivare alla famosa autonomia differenziata. In sintesi, extra risorse, in pratica il sangue (soprattutto del Sud), per “coprire” le macroscopiche inefficienze di un modello e continuare a presentarlo come eccellenza.

 

Ma se il Sud è riuscito a gestire l’emergenza sanitaria contenendo in modo eccezionale contagiati e decessi, pur in ristrettezza di risorse… se anzi una delle eccellenze mondiali (secondo la stampa estera) diventa il Cotugno di Napoli… oppure se Napoli costruisce la più bella metropolitana del mondo nonostante i rubinetti della spesa statale funzionino a singhiozzo… Cosa potrebbe essere il nostro Sud se solo avesse le stesse risorse della Lombardia (come peraltro prevede la Costituzione)? La domanda risuona impietosa e destabilizzante per il navigato sistema italia che vuole un Sud colonizzato quindi strumentale agli interessi del nord. Niente paura. Un po’ di sana informazione italiana, quella farcita di verace sputtanamento mediatico per ricordarci che i meridionali sono inferiori, propensi al malaffare, cialtroni ed approssimativi, irrispettosi delle regole nonché piagnoni ed ecco che la famosa domanda è già storia vecchia. Il sangue del Sud è presto che servito per altri sfavillanti primati della prima della classe.

Ma forse, prima che sia troppo tardi, è l'ora di dire #BASTAITALIA.

 

" Perché il sottosviluppo del Sud non è un problema di difficile soluzione ma un obiettivo perseguito con successo.

Ed è l'ora di dire BASTA! 

BASTA CON QUESTA ITALIA:

INDIPENDENZA senza se e senza ma perché qualunque scenario di incerta drammaticità non potrà mai essere peggiore dell'oggi! " 

Carlo Dini

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