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SI SCRIVE "ESPORTAZIONI 1° TRIMESTRE 2020"... SI LEGGE "SE NON RIAPRE LA LOMBARDIA NON RIAPRE NESSUNO"

di Lorenzo Piccolo

La tanto osannata "locomotiva d'Italia", ancora produttrice dell'80% dei nuovi contagi da Corona-Virus in Italia, non può permettere che una parte del Paese (il Sud) possa ripartire prima e più velocemente. E la politica zerbino provvede.

Il 12 Giugno l’ISTAT rende noti i dati relativi alle esportazioni verso l’estero per regioni, relativi al primo trimestre del 2020, quindi comprensive del primo mese di lockdown) le esportazioni in Campania sono aumentate del 5,2%: in Italia sono diminuite dell'1,9%, in Lombardia -3,0%, in Veneto -3,2, Veneto -5,8%.

 

La Campania ha venduto all'estero 2,9 miliardi di beni (+145 milioni); di questi 1,6 miliardi (+141 milioni) vengono da Napoli e provincia. Sono cresciute del 25% le esportazioni di medicinali, del 102,9% quelle di auto, del 25% quelle della panetteria, del 30% di ciò che il codice Ateco definisce "altri prodotti alimentari", del 22,7% dei prodotti lattiero-caseari. Naturalmente ci sono settori che hanno sofferto anche duramente: -20% aeromobili (-54 milioni), - 20% abbigliamento, - 20% calzature, -99% armi e munizioni (da quasi 30 milioni a 275mila euro). In sintesi, in questa fase la locomotiva non è la Lombardia, ma la Campania.

 

 

 

Da questi dati, tuttavia, possiamo ricavare anche altre conclusioni:

 

Viene confermato il diktat di Fontana, ma sarebbe più corretto dire di Confindustria Lombardia: lo ricordiamo tutti, “se non riapre la Lombardia non riapre nessuno”. E’ evidente che mai il sistema Italia avrebbe potuto accettare che, durante la chiusura imposta dall’emergenza sanitaria, le regioni della colonia interna dimostrassero di poter intraprendere ed esportare, facendo a meno anzi mettendo nell'angolo la "locomotiva".

 

 

CONTE LEGHISTA HONORIS CAUSA.

 

La famigerata "fuga di notizie" sul Dpcm del Premier Conte, che doveva dichiarare zona rossa la sola Lombardia, è stata una una messinscena, funzionale a trasformare ordinari rientri al sud di alcuni meridionali nella fantomatica figa da Milano. Supportata dalla martellante campagna mediatica della stampa nordica, è servita a giustificare la chiusura di tutto il sud. Adesso ne conosciamo le stringenti motivazioni economiche. Se per "leghista" si intende pro nord, questa scelta di Conte è stata un atto governativo di puro leghismo, insieme alle famigerate autonomie differenziate portate avanti dal suo ministro Boccia.

 

 

 

 I governatori del sud si riconfermano zerbini del sistema padanocentrico. Mai il Sud avrebbe dovuto subire le stesse restrittive regole di distanziamento sociale e chiusura delle attività economiche, per evidenti differenze di diffusione del contagio. In ogni caso avrebbero avuto ben diritto ad una riapertura differenziata che partisse dalle regioni meno colpite, come avvenuto in Francia e Spagna, e non hanno ottenuto neanche questo. Non hanno emesso fiato contro questo scempio per non mettere in discussione il primato economico padano.

 

" Perché il sottosviluppo del Sud non è un problema di difficile soluzione ma un obiettivo perseguito con successo.

Ed è l'ora di dire BASTA! 

BASTA CON QUESTA ITALIA:

INDIPENDENZA senza se e senza ma perché qualunque scenario di incerta drammaticità non potrà mai essere peggiore dell'oggi! " 

Carlo Dini

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