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SUD: DRENAGGIO INFINITO DI RISORSE

di Carlo Dini

Il labirintico sistema delle detrazioni e dei crediti d'imposta è l'ennesimo canale di finanziamento extra a favore del nord... a spese del Sud.

Non passa giorno senza che si abbia notizia dell’ennesimo trasferimento di risorse che vede il nostro Sud svantaggiato a favore del resto del Paese. Il dato più macroscopico, spaventoso nella sua entità, è sicuramente quello relativo all’ormai noto rapporto Eurispes: 840 miliardi di euro di trasferimenti sottratti al Sud nel periodo 2000-2017. Roba da far svenire schiere di contabili se non fosse che in questo Paese farlocco, complice una “cultura dell’informazione” nord-centrica e votata all’insabbiamento di qualsivoglia scomoda verità, una notizia è solo una notizia… Quindi 840 miliardi rubati al Sud versus 12 arresti per assenteismo all’Ospedale di Molfetta, uno vale uno, palla al centro!

 

Ciò nonostante l’elenco delle sottrazioni che il nostro Sud subisce costantemente (senza pausa né clamori) è vergognosamente impietoso. Basta scorrere le notizie sulle pagine economiche di tutti i quotidiani e scovare i trafiletti, a dispetto dei titoloni in prima pagina che denunciano il contrario. D’altronde, ci sarà forse un motivo per cui l’opinione pubblica di questa cloaca tricolore è convinta che il Sud sia sprecone e assistenzialista, oppure no? Ed è così che passa in cavalleria il dato del piano di investimenti di RFI, con tanto di enfasi per i 16mld a favore del Sud!... Su un totale però di 58mld (quindi solo il 9,2% ndr), per poi passare alle cifre sulle grandi opere, quelle per l’università e la ricerca, le aree metropolitane, gli asili nido o l’edilizia scolastica, i fondi straordinari per le calamità naturali… Sì, vabbè lo sanno tutti che le alluvioni al Sud sono colpa dell’abusivismo edilizio mentre a Genova è solo malasorte.

 

Se solo la metà della metà di queste notizie fosse divulgata in un Paese come la Francia, non passerebbero 24h prima di vedere un esercito di gilet borbonici e canottiere indipendentiste schierato e pronto a mettere a ferro e fuoco prefetture, banche e caserme. Per fortuna che in Italia abbiamo il Presidente Mattarella, siciliano di Palermo, che con il suo aplomb ci ricorda che questo è un Paese solidale e siamo tutti fratelli sotto un unico tricolore. Viva l’Italia!

 

Scusate ma per ciò che mi riguarda, ho smesso da anni di far uso di stupefacenti di regime e faccio troppa fatica (eufemismo ndr) ad allinearmi emotivamente con l’informazione istituzionale, e ciò che scopro, regolarmente, è sempre e solamente inquadrabile sotto il titolo: “SUD FOTTUTO!”. Ben s’intenda che questo titolo è solo nella mia cartellina sul desktop del computer, certo non sulle prime pagine degli autorevolissimi giornali italiani.

C’è chi sostiene che questo meccanismo non sia altro che l’evoluzione di un sistema coloniale iniziato con l’annessione del Regno delle Due Sicilie, c’è invece chi bonariamente sostiene che lo Stato funziona come un organismo: nel momento del bisogno, ossia sempre, il sangue affluisce agli organi vitali. E tutti sappiamo in questa Italia, quanto il nostro Sud non possa permettersi di essere considerato parte vitale!

Così, sempre con questa idea che dietro ogni provvedimento c’è regolarmente la fottitura del nostro Sud, ho pensato che ci sarebbe potuta essere la solita simpatica sorpresa dietro quel grande mondo delle detrazioni fiscali e crediti d’imposta. L’idea è nata in seguito allo sbandieramento dell’Ecobonus al 110%. Al di là delle possibilità di cedere il credito d’imposta alle banche (tutto ancora da definire) resta il fatto che chi potrà ristrutturare spendendo 100, potrà recuperare 110, direttamente, se il soggetto è fiscalmente capiente (se ha un reddito elevato ndr) oppure facendo guadagnare alla banca il plus del 10% nel caso in cui potrà essere fatta la cessione del credito d’imposta. In pratica, la fiscalità generale dello Stato, le risorse di tutti che dovrebbero essere redistribuite per ripianare disparità soggettive e territoriali (non ridete per piacere!), sarà utilizzata per premiare chi avrà di più oppure le banche (tutte del nord, ovviamente) che avranno una corsia in più per incrementare gli utili. D’altra parte immaginate se una famiglia che fa fatica ad arrivare a fine mese, con la precarietà del lavoro, ammesso che abbia una casa di proprietà, potrà mai pensare di imbarcarsi in operazioni di questo tipo! Va da se che questo strumento toglierà a tutti per dare a chi ha di più e, guarda caso, risiederà nelle regioni del centro nord. Perché è lì che si concentra chi ha una percentuale di ricchezza significativa al di sopra del “livello di galleggiamento”. Il problema, visto dalla nostra prospettiva, è che tutta la galassia delle detrazioni e crediti d’imposta funziona secondo lo stesso principio.

Secondo il documento “Agevolazioni, detrazioni, esenzioni & Co. Il labirinto delle spese fiscali” a firma dell’Ufficio Valutazione Impatto del Senato della Repubblica, le misure diverse che possono dar diritto a pagare meno tasse sono ben 636, di cui 466 erariali e 170 relative a tributi locali. Un labirinto dove è logico che può muoversi più agevolmente chi può permettersi buoni consulenti, in generale aziende e persone fisiche a reddito medio alto. D’altra parte chi potrà mettere in detrazione le spese per la scuola privata, quelle per le assicurazioni integrative piuttosto che le spese mediche per il cane? Chi potrà fruire delle agevolazioni per acquistare un’auto elettrica piuttosto che per investire nel fotovoltaico? Le minori entrate per lo Stato sono stimate in 75,2mld di euro per il 2018 ma su cui spesso mancano numeri certi e informazioni fondamentali. Questo dice il documento del Senato.

Un colossale trasferimento di risorse a favore di chi ha di più a danno degli investimenti in sanità, istruzione o servizi sociali… Ma ciò che ci preme sottolineare non è solamente l’ingiusta disparità nella allocazione delle risorse per categorie sociali quanto la ulteriore scandalosa, ingiusta disparità nella distribuzione territoriale di questo bottino. Strano a dirsi ma non esistono stime precise in questo senso, come se l’elaborazione dei dati aggregati fosse cosa ancora troppo complessa per l’amministrazione. Resta il commento bonario di un dirigente dell’Agenzia delle Entrate, F.C., che ammette sotto l’ombrellone di un lido toscano: “…Beh, è ragionevole pensare che oltre il 90% dei benefici sia intascato al nord.”

" Perché il sottosviluppo del Sud non è un problema di difficile soluzione ma un obiettivo perseguito con successo.

Ed è l'ora di dire BASTA! 

BASTA CON QUESTA ITALIA:

INDIPENDENZA senza se e senza ma perché qualunque scenario di incerta drammaticità non potrà mai essere peggiore dell'oggi! " 

Carlo Dini

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