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LA COLONIA SUD - PARTE II

di Salvatore Leonardi

INFRASTRUTTURE, MOBILITA’, CULTURA: TUTTO O QUASI AL CENTRO NORD. NIENTE O QUASI ZERO AL SUD

A differenza di tutti i paesi europei, inclusi i nuovi membri dell’Est Europa, l’Italia nel suo complesso è ferma da almeno 25 anni. La crisi del 2008 e successivamente quella del 2012 non son state all’origine dello stallo economico dell’Italia; la crisi era preesistente dagli anni ’90 ed è stata aggravata dall’ingresso nella moneta unica. L’export italiano ha sofferto la concorrenza tedesca. La struttura è sostanzialmente quella di una economia di trasformazione indirizzata all’esportazione, se questa cade il paese non regge. Ed è quello che è avvenuto. Se tuttavia analizziamo quello che è successo nelle diverse aree del paese ci accorgiamo che mentre una parte, il centro nord, ha mantenuto un livello di ricchezza, se non in crescita quanto meno costante, l’altra parte è caduta in una vera e propria recessione che ne ha impoverito la già fragile struttura economica. Perché? Le scelte di politica economica, soprattutto nei momenti di crisi, sono lo strumento principe attraverso il quale i governi indirizzano il bilancio pubblico verso spese e settori che ritengono prioritari per la crescita economica o la tenuta sociale di un paese.

 

In Italia tutti i governi che si sono succeduti dagli anni ’90 hanno avuto una sola priorità: finanziare (o forse è meglio dire sovvenzionare) la parte più ricca del paese. L’intento confessato apertamente è il solito da 160 anni a questa parte: far partire la locomotiva Nord, il Sud seguirà.

E così per far partire la supposta locomotiva, il bilancio dello stato è stato depredato per far sì che una sola parte del paese continuasse a godere di investimenti e sovvenzioni che non rispondevano a criteri di proporzionalità rispetto alla popolazione dell’intero paese. Ed è stato così che mentre al nord si finanzia il raddoppio di infrastrutture come la BreBeMi, la Pedemontana, la Gronda e il Terzo Valico, per citarne solo alcune, nel resto del paese si continuava a viaggiare su strade da terzo mondo.

Mentre si costruivano tronchi ferroviari ad Alta Velocità ovunque al Nord, si considerava economicamente non prioritario congiungere con l’A.V. città come Napoli e Bari, Salerno e Reggio Calabria e Palermo con Catania.

Mentre si distruggeva la Sanità meridionale, si dotavano le regioni del Nord di moderne strutture ospedaliere, costringendo poi un terzo della popolazione italiana a migrare al nord per poter fruire di una assistenza ospedaliera degna di un paese civile, suppostamente unito. Si finanziavano le Università del nord (riforma Gelmini) in base a classifiche predeterminate da criteri a dir poco impropri per giustificare il definaziamento di quelle del sud.

Una politica di predazione denunciata da due primari istituti pubblici di studi economici come SVIMEZ e EURISPES. Quest’ultima ha certificato che nei primi 17 anni del 2000 è stata sottratta, tramite il bilancio dello Stato, la cifra iperbolica di oltre 800 miliardi di Euro alle regioni del Sud! Ma perché allora in presenza di rapporti annuali di strutture pubbliche che denunciano queste storture, tutti i governi, di centrodestra e di centrosinistra, hanno volutamente ignorato questi studi economici che denunciavano situazioni sempre più drammatiche per una parte del Paese? Nessun governo negli ultimi 30 anni può nascondersi dietro un ipocrita “io non sapevo”.

Questi rapporti sono lì a smentirli.

La crisi del Coronavirus ha reso palesi, evidenti, i motivi di questa gestione di rapina. Le supposte eccellenze del Nord, ultra finanziate per decenni, non hanno retto alla crisi coinvolgendo anche quella parte di paese che era stata dimenticata. Ed ora al momento della ripartenza si continua con la solita solfa: la falsa affermazione per la quale la “locomotiva del Nord” dovrà essere in massima parte destinataria privilegiata delle ingenti somme messe a disposizione dall’Europa (Bonaccini, Presidente Regione Emilia-Romagna).

Al Nord le opere immediatamente cantierabili, al Sud le promesse dell’Agenda 2030. DUEMILATRENTA!!! Per il Sud si parla solo al futuro, per il Nord al presente! E questo nonostante già nel 2019 l’Europa abbia diffidato i Governi italiani dal continuare in una politica discriminatoria pluridecennale nei confronti del SUD.

Ma gli argomenti, anche questi, possono essere di parte o non obiettivi ed allora faccio seguire alcune tabelle difficilmente contestabili.

 

A.         MOBILITA’ Il Ministro Paola De Micheli ha erogato la somma di 398 milioni di euro per il miglioramento del trasporto locale. Questa la tabella UFFICIALE del Ministero dei Trasporti relativa al Fondo Nazionale Strategico della mobilità sostenibile e gli importi per città:

Importo finanziato

1 ROMA € 60.729.137

2

 MILANO € 45.929.620

3

TORINO € 30.863.027

4

VENEZIA € 12.249.660

5

BOLOGNA € 11.665.534

6

PADOVA € 10.667.298

7

VERONA €  9.914.852

8

BRESCIA €  9.029.319

9

PARMA €  8.923.052

10

MODENA €  8.618.362

11

PRATO €  8.461.797

12

REGGIO EMILIA €  8.371.960

13

LUCCA €  7.786.941

14

MONZA €  7.754.497

15

VICENZA €  7.717.414

16

BERGAMO €  7.625.506

17

TREVISO €  7.523.925

18

RIMINI €  7.374.707

19

FERRARA €  7.348.350

20

RAVENNA €  7.291.644

21

CAGLIARI €  7.221.916
22 PIACENZA €  7.213.143
23 ASTI €  7.206.478

24

ALESSANDRIA €  7.124.343

25

NOVARA €  7.055.266

26

COMO €  6.733.138

27

VERCELLI €  6.316.371

28

PAVIA €  6.268.720

29

CREMONA €  6.230.086

30

ROVIGO €  6.211.185

31

AVELLINO €  5.950.485

32

LECCO €  5.850.948

33

FROSINONE €  5.640.569

34

MANTOVA €  5.622.614

35

VARESE €  5.482.907

36

LODI €  5.405.428

37

PODERNONE €  4.223.931
  TOTALE €  398.000.000

Sul totale di 398 milioni, 392.049.515 sono stati erogati a 37 città del Centro Nord, 1 città (dico una) al Sud, Avellino. Il 98,5% del totale stanziato va alle città del Centro-Nord e nemmeno l’1,5% (1,495% per l’esattezza) va all’unica città del Sud.

 

Una ulteriore nota di curiosità. Il Ministro De Micheli, emiliana, ha incluso nelle città beneficiarie tutte le città capoluogo di provincia della sua regione, meno una. La classifica, sostiene il Ministero, è stata formata su criteri “OGGETTIVI” (!!!), come quei criteri che si fanno nei bandi delle gare truccate!

 

B. INFRASTRUTTURE Dicevo prima che per il SUD si usa il futuro remoto mentre per il Centro-Nord si usa l’indicativo presente. Ecco una tabella che conforta quanto sostenuto.

Tabella pubblicata sul Quotidiano del Sud del 8.08.2020

La cosa più grave è che la titolare del MIT, la famigerata De Micheli, va continuamente sbandierando sui media l’alta velocità al Sud, il Ponte sullo Stretto (ora Conte vuole il tunnel come dire “scordatevelo”) etc. La De Micheli dovrebbe sapere che da un annuncio alla cantierizzazione passano normalmente circa 24/36 mesi, altrettanti per la cantierizzazione e il completamento dell’opera ed altri 6/12 mesi per il collaudo e la consegna alla cittadinanza. Il Ministro volutamente confonde gli studi di fattibilità, gli impegni di spesa e la cantierizzazione per prendere in giro il Sud. Questa incompetenza (malafede, ndr) non può essere più sopportata e questo giochino non funziona più come prima. Il giocattolo si è rotto.

 

 

C. CULTURA - la tabella che segue è stata pubblicata da Antonio Lombardi in un post su FB e desunta dai dati ufficiali del MIBACT.

È stato varato dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo il Piano Strategico “Grandi Progetti Beni Culturali”: Oltre 100 milioni di euro da utilizzare in vari interventi di miglioramento di siti già esistenti o per la nascita di nuove attrattive culturali. Ecco il dettaglio: le cifre sono in milioni di euro.

 

Nord:

∙         Arsenale di Venezia: 20.

∙         Parco di Palazzo Te a Mantova: 5.

∙         Casa dei Cantautori Liguri a Genova: 3.

∙         Complesso “Cà del Dutùr” a Monte Isola (BS): 2.

∙         Museo d’Arte Contemporanea a Rimini: 1,5.

∙         Parco Archeologico di Laus Pompeia a Lodi: 1,1.

 

 Centro:

∙         Palazzo Silvestri Rivaldi a Roma: oltre 35.

∙         Archivio di Stato a Roma: 16.

∙         Loggia Isozaki a Firenze: 12.

∙         Museo della Lingua Italiana a Firenze: 4,5.

 

Sud:

∙         Parco e Museo Archeologico a Sibari: 3.

 Sintesi:


    •   Centro: 67,5 milioni di Euro
    •   Nord: 32,6 milioni di Euro
    •   Sud: 3,0 milioni di Euro

 

Ma vediamo come sono state trattate le cosiddette grandi città d’arte, in ordine di finanziamento, sommando le quote soprastanti:

 

    •   Roma 51
    •   Venezia: 20
    •   Firenze 16,5
    •   Napoli 0

 

La crisi del Coronavirus ha definitivamente svelato la falsa favola del Nord virtuoso e del Sud straccione e parassita. L’Unione Europea, che già nel 2019 aveva diffidato l’Italia dal porre rimedio alla insostenibile situazione di svantaggio economico che attanaglia un terzo della popolazione italiana, ha concesso ora 209 miliardi di euro condizionati agli investimenti nel sud d’Italia. Credo che le classi dirigenti e questo governo non abbiano colto la gravità di quanto potrà accadere se anche questa occasione si rivelasse  una ulteriore occasione di depredazione delle risorse dovute al Sud e dirottate al Nord. Purtroppo (come da copione, ndr) ci sono preoccupanti manovre all’orizzonte.

 

La gravità è tale che anche uno studioso come Adriano Giannola (QdS del 12.08,2020) ha dichiarato che “l’occasione di un confronto, oggi reso possibile proprio per la disponibilità delle risorse, consente di intervenire sulle scandalose evidenze documentate dall’operazione verità senza avviare una strisciante guerra civile”.

 

NON SI POTEVA DIRE MEGLIO PER SOTTOLINEARE CHE L’ITALIA NON E’ UN PAESE, NON LO E’ MAI STATO!

 

 

 

CONTINUA…

" Perché il sottosviluppo del Sud non è un problema di difficile soluzione ma un obiettivo perseguito con successo.

Ed è l'ora di dire BASTA! 

BASTA CON QUESTA ITALIA:

INDIPENDENZA senza se e senza ma perché qualunque scenario di incerta drammaticità non potrà mai essere peggiore dell'oggi! " 

Carlo Dini

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