· 

SAVOIA OGGI, TRA MERCHANDISING, BALLETTI E ROVINOSE USCITE DI SCENA

di Patrizia Stabile

Quel che resta di una sanguinosa dinastia, ormai nient'altro che ridicola

Sappiamo tutto della dinastia dei Savoia e soprattutto coloro i quali sentono viva l’appartenenza a quella dei Borbone non possono esimersi dal seguire le vicende miserevoli di questi reali savoiardi, discendenti da quella stirpe assassina che usurpò ed invase la nostra Terra nel 1860.

 

Vittorio Emanuele II di Savoia (degno padre di Filiberto) sembrerebbe essere oggi il pretendente al trono d’Italia per la verità conteso con il cugino, Amedeo di Savoia-Aosta.

 

Da Carlo Alberto in poi (re Saboiardo fino al 1849) non abbiamo difficoltà a ripercorrere le tristi e criminogene gesta di questi sovrani, così incensati da scrittori prezzolati dell’epoca tanto da farli apparire eroi buoni e carismatici.

 

Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia (dal 1861 al 1878), poi Umberto I ucciso nel 1900 (il primo dei tre tentativi, del lucano Passannante, andò purtroppo a vuoto), poi la storia ricorda Vittorio Emanuele III, il re delle due guerre mondiali e traditore assoluto di tutti gli schieramenti possibili che consegnò la colonia Italia agli Usa e all’Inghilterra, ed infine dal 1944 al 1946 abbiamo il re più inutile di una forchetta per il brodo: il luogotente del Regno Umberto II, che prima di essere esiliato si apprestava a lasciare il posto alla nascita di una Repubblica, nata in maniera controversa e fortemente appoggiata dagli Usa.

 

Il re in esilio ebbe 4 figli, il primo dei quali , il campione in foto, Vittorio Emanuele, nato ,ahinoi, a Napoli nel 1937 (la cui culla è conservata -che scuorno- nella reggia di Caserta), ha avuto un solo figlio, Filiberto, dalla moglie borghese Marina che elevò il suo rango a Marchesa o Duchessa ( de sto xxxx) grazie ad un vile escamotage degno dei Savoia: estromise Umberto II e si autoproclamò re Vittorio Emanuele (un po’ come è accaduto in Bolivia e Venezuela) in modo da regalare gradi di nobiltà alla fidanzata e poterla sposare.

 

La figura losca del pretendente al trono passa, più o meno indenne, attraverso vari scandali e accuse di truffa, traffico d’armi e prostituzione. Per l’omicidio commesso si fa pochi mesi di carcere a Potenza nei quali tronfio ed orgoglioso si fa beffa dei giudici rivendicando ignobilmente l’omicidio in un’intercettazione con un altro detenuto: «Anche se avevo torto... devo dire che li ho fregati. È davvero eccezionale: venti testimoni, e si sono affacciate tante di quelle personalità importanti. Ero sicuro di vincere. Io ho sparato un colpo così e un colpo in giù, ma il colpo è andato in questa direzione, è andato qui e ha preso la gamba sua, che era steso, passando attraverso la carlinga.»

 

Dichiarazioni ufficiali invece rivendicano la bontà delle Leggi razziali firmate dal truce nonno guerrafondaio, nel corso di un'intervista televisiva nella quale rifiutò di scusarsi precisando:

 

«No, perché non ero neanche nato. E poi, non sono così terribili.»

 

Per non dimenticare nulla infatti ricordiamo la sua iscrizione alla Loggia massonica di Licio Gelli della P2 e, ciliegina sulla torta, non dimenticheremo mai neanche la richiesta allo Stato italiano di 170 milioni di euro come risarcimento per l'esilio oltre alla restituzione dei beni privati confiscati .

E poi c’è il figlio Filiberto, che reclamizza la nuova linea d’abbigliamento monarchica, nuova ”letterina” del panorama televisivo che pare muoversi a suo agio, nonostante imbarazzanti performance e cadute di stile imperdonabili per un Principe, se i Savoia fossero davvero una stirpe reale.

" Perché il sottosviluppo del Sud non è un problema di difficile soluzione ma un obiettivo perseguito con successo.

Ed è l'ora di dire BASTA! 

BASTA CON QUESTA ITALIA:

INDIPENDENZA senza se e senza ma perché qualunque scenario di incerta drammaticità non potrà mai essere peggiore dell'oggi! " 

Carlo Dini

CONDIVIDI SITO SU:

Progetto ideato e curato da: