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TRISTI SCENARI POLITICI AI TEMPI DEL COVID

di Raffaele Moreno

Grazie alla pandemia e alle paure che genera, la politica può degenerare indisturbata... A tutti i livelli.

 

Ormai siamo sempre più coinvolti da questa seconda ondata di pandemia che ci mette in un vortice di depressione mano a mano che si approssimano le festività natalizie. Tutti i canali televisivi, i telegiornali, i talk show e i programmi di intrattenimento vari, dedicano il 90% del loro tempo al Covid-19, ai contagi, agli ospedali, al personale sanitario, ai posti in terapia intensiva, al numero dei deceduti giornalieri. Ogni altra notizia è oscurata da questo mostro invisibile, sebbene la carica virale sia oggettivamente calata e i numeri dicano che il contagio si avvii sempre più verso una stabilizzazione che non lascia presagire una fiammata del virus come c’è stata a marzo scorso.

 

Sembra, tuttavia, che ai governanti interessi mantenere focalizzata l’attenzione sul problema salute che, ovviamente, crea terrore, paura, panico, ansia, depressione e rende la gran parte della gente disposta ad accettare qualsiasi sacrificio pur di venire fuori da questa notte oscura in cui la nottata non vuole (o non la si vuole) far passare.

 

E allora si va avanti con il caso Calabria in cui siamo al terzo commissario venuto meno e la sanità di questa disgraziata regione meridionale non riesce a trovare una soluzione con grande responsabilità del governo e, segnatamente, dello stesso Conte che se ne è assunto il fallimento, sin dalla nomina del primo commissario Cottarelli che era stata sua ma se ne era dimenticato, e senza tirarne le conclusioni di questo fallimento con le proprie dimissioni, come accadrebbe in una vera democrazia avanzata.

 

Per non parlare della porcata di un presidente della commissione antimafia, il grillino Nicola Morra, che si è permesso di redarguire i calabresi che hanno votato Iole Santelli “sapendo che aveva un tumore e ora meritano questo”. Mi tocca difendere una militante di un partito – Forza Italia – cosa che mai avrei immaginato di dover fare, ma che faccio con enorme piacere perché, al di là di tutto, la Santelli era una persona perbene, una calabrese fiera di esserlo, che aveva deciso di vivere sempre nella sua terra natia, pur avendo avuto la possibilità di trasferirsi a Roma, come fanno in tanti appena possono, perché specialmente per un meridionale trasferirsi a Roma fa tendenza e ci si sente di aver fatto un salto di qualità.

 

Per Iole Santelli, però, non era così, lei era fieramente calabrese e amava profondamente la sua “terra sfortunata e maledetta” e se la malattia non l’avesse sconfitta certamente avrebbe dato il meglio di sé per poterla vedere riscattata. Ma per un ignobile individuo come Nicola Morra lei non doveva essere eletta perché malata di tumore come se dal tumore non si potesse guarire. Ecco a questo arrivano certi grillini, a discriminare anche le persone ammalate.

 

E poi siamo costretti ad assistere ancora all’inverecondo minuetto tra De Luca e de Magistris in cui il primo continua a definire il secondo imbecille e nullità, e il secondo continua a lamentare di sentirsi escluso da ogni decisione e da ogni informazione.

 

Non mi va di prendere partito tra l’uno e l’altro perché come diceva mia nonna nella sua antica saggezza quando voleva definire due persone pericolose, una peggiore dell’altra, diceva: song doje maruzze, una fet e n’ata puzz.

 

Ecco questo sono i due massimi esponenti degli enti amministrativi del nostro territorio: la Regione Campania e la Città Metropolitana di Napoli, so proprio doje maruzze perché se de Magistris dopo nove anni di sindacatura ha ridotto Napoli nello stato pietoso in cui si trova (trasporti urbani, rimozione dei rifiuti, abbandono del verde pubblico, degrado delle periferie, traffico caotico, presenza carente dei vigili urbani, strade dissestate, uffici comunali ancora ottocenteschi); il secondo ha prima distrutto la sanità chiudendo numerosi ospedali e non riuscendo a spendere un miliardo e più di finanziamenti per far fronte alla seconda ondata, per non parlare dei fondi europei ritornati a Bruxelles. Ormai nelle sue comparsate del venerdì è diventato una macchietta senza più freni, una sorta di cavallo pazzo che attacca tutto e tutti, lodandosi e imbrodandosi con successi e traguardi raggiunti ma, nello stesso tempo, prefigurando scenari apocalittici come una terza ondata in arrivo tra gennaio e febbraio.

 

Ecco nelle mani di chi siamo sia a livello centrale che a livello locale, mentre la gente impaurita sembra non saper reagire a tanta incapacità che la tiene in ostaggio e l’imbriglia al punto tale che sembra ormai non avere nessuna prospettiva, rassegnata a campare alla giornata sulla scorta delle notizie che ci vengono propinate giorno dopo giorno.

 

" Perché il sottosviluppo del Sud non è un problema di difficile soluzione ma un obiettivo perseguito con successo.

Ed è l'ora di dire BASTA! 

BASTA CON QUESTA ITALIA:

INDIPENDENZA senza se e senza ma perché qualunque scenario di incerta drammaticità non potrà mai essere peggiore dell'oggi! " 

Carlo Dini

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