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LO STRANO CASO DELLO SCERIFFO DI SALERNO E DI GIGGINO ‘A PURPETTA

di Carlo Dini

Il Sistema Italia è il nostro Mister Hyde, anche e soprattutto quando veste i panni del Dottor Jekill. Questo è l’unico punto fermo dal quale tutti dobbiamo partire

 

Come tutti voi che avete a cuore le sorti del nostro Mezzogiorno mi ritrovo spesso ad arrovellarmi su quale possa essere la scelta giusta nel momento in cui si è chiamati a mettere una croce sulla scheda elettorale. Non che le risposte alle quali uno può arrivare siano proprio da stare tranquilli perché comunque sia, c’è sempre il sapore della sconfitta.

 

C’è la possibilità di non votare, certamente, manifestazione di dissenso forte nei confronti del Sistema Italia ma che spesso (e vigliaccamente) viene letta come disinteresse alla cosa pubblica, tanto che ti si attorcigliano le budella dal nervoso quando mettono a confronto i dati di affluenza alle urne di Emilia e Calabria con il contorno dei sottintesi.

 

Dall’altra parte c’è la preferenza per una qualche lista che è un po’ come una scelta elettorale ai tempi del Duce: o così o Pomì. Perché come abbiamo ormai da tempo dimostrato, il Sud deve fare i conti con i padroni, quelli del PUN (Partito Unico del Nord) che si presentano diversi e contrastanti, in realtà due facce della stessa terrificante medaglia. Il pacioso Dottor Jekill preannuncia la crudeltà di Mister Hyde per la gioia di tutti gli ingenui elettori che hanno ancora l’illusione di poter vedere qualche soluzione ad opera del loro carnefice. Ed è così che vengono in mente due personaggi simbolo di questo PUN (Partito Unico del Nord) apparentemente in forte contrasto tra loro: lo Sceriffo di Salerno e Giggino ‘a Purpetta.

 

 Che i due big della politica campana non si amino è cosa nota. Esilaranti e distruttive le parole che il super-uomo del PD ha riservato al senatore di Forza Italia, esilaranti e basta le uscite pubbliche di quest’ultimo… Se non fosse che c’è poco da ridere. Dietro questo arcinoto pingpong di accuse e critiche si consuma il dramma seriale della politica nel nostro Sud.

 

Questo strano amico dei clan camorristici viene candidato (e fatto eleggere) in modo plateale e sfacciato per qualsivoglia delle cariche disponibili: sindaco, presidente della provincia, eurodeputato e senatore… come se non ci fosse personaggio più azzeccato per rappresentare la Campania nelle istituzioni italiane (ma forse è proprio così, ndr). In questo senso Forza Italia, con la buona compagnia di tutte le altre liste della galassia centrodestra, non ha mai nemmeno provato a darsi una facciata presentabile semplicemente perché non serve, anzi. L’esibizione arrogante di certi personaggi non può che essere un chiaro segnale di come devono andare le cose. Non credo si debba aspettare le sentenze della Cassazione per capire che quella politica è forse la più funzionale al Sistema Italia (Forza Italia non per caso). L’obiettivo principe è quello di utilizzare il Sud per servire il Paese: le risorse devono essere drenate verso le zone più “meritevoli”, il centro-nord. Il sottosviluppo della Campania e del Sud sono conseguenza di un buon drenaggio e presupposto per il controllo del territorio attraverso le clientele (nel migliore dei casi!) con le quali si nutre chi sostiene il sistema. Rassegnazione, annichilimento, voto di scambio, favoritismi e talvolta paura sono i frutti di questo meccanismo nonché i semi per impostare il nuovo raccolto. Le poche opere pubbliche, “quelle che bastano”, servono per nutrire gli amici (spesso del nord) e gli amici degli amici. Se i cantieri si bloccano, i lavori sono fati male e se manca tutto nell’intorno per far funzionare l’investimento non è un caso. Si pensi alla Stazione AV di Afragola piuttosto che al Porto di Gioia Tauro, per guardare oltre i confini regionali. L’obiettivo è raggiunto: Nutrire chi di dovere senza creare quelle condizioni di sviluppo che potrebbero far sfuggire di mano la situazione: nello stato di bisogno c’è il ricatto. In questo senso Giggino ‘a Purpetta è il migliore in assoluto, e forse per questo è stato per così tante volte un super candidato.

 

        Dall’altra parte abbiamo lo Sceriffo del PD, il decisionista, quello che non si lascia mettere i piedi in testa… o almeno così lascia intendere. Proprio così, perché per lo Sceriffo le opere pubbliche non sono solo una occasione di guadagno per le cordate degli amici ma rappresentano la celebrazione del personaggio sullo stile dei grandi lavori nella Parigi degli anni ’80. L’immagine di Salerno è stata rilanciata a livello internazionale grazie ai tanti progetti firmati dalle archistars di tutto il mondo. Un risultato forse troppo ambizioso per un Sud che deve stare a capo chino… E forse proprio per questo i suoi mega progetti sono stati ostacolati e frenati in tutti i modi, e nello scontro tra rilancio per lo sviluppo vero e impantanamenti “Made in Italy” per ridimensionare la portata degli investimenti il nostro uomo non ha saputo che fare spallucce. Ed è stato così quando c’erano gli estremi per un vero scontro istituzionale causa sparizione di miliardi in favore del nord. La ricattabilità, presupposto fondamentale per qualsiasi politico (specie del Sud), fa sì che il Sistema possa richiamare all’ovile chiunque abbia anche solo l’idea di fare in modo diverso. Il Dottor Jekill è solo l’altra faccia del Sistema. E forse le sua sagacia e forte personalità nonché l’efficienza amministrativa lo fanno essere ancora più pericoloso… Proprio come il killer che si presenta coi suoi abiti distinti.

 

        Messa in questi termini sembra proprio non ci sia alcuna speranza. A breve termine il Sistema Italia potrà continuare a dilaniare e dissanguare il nostro Mezzogiorno, e a poco potranno servire quegli esperimenti elettorali nati più per capitalizzare i sentimenti di riscossa che per ottenere risultati significativi. Prima ancora che nuovi partiti serve poter coagulare l’opinione pubblica, coordinare il dissenso, organizzarlo e farne crescere le sinergie. Per raggiungere questo obiettivo, che è davvero alla nostra portata, occorre superare individualismi ed ortodossie secondo una visione unificante ed ecumenica che non può essere messa in discussione da diatribe tra fedeli a Carlo di Borbone piuttosto che al Principe Pedro, al Socialismo di Gramsci piuttosto che al neoliberismo della Tatcher.

          Il Sistema Italia è il nostro Mister Hyde, anche e soprattutto quando veste i panni del Dottor Jekill. Questo è l’unico punto fermo dal quale tutti dobbiamo partire.

 

 

" Perché il sottosviluppo del Sud non è un problema di difficile soluzione ma un obiettivo perseguito con successo.

Ed è l'ora di dire BASTA! 

BASTA CON QUESTA ITALIA:

INDIPENDENZA senza se e senza ma perché qualunque scenario di incerta drammaticità non potrà mai essere peggiore dell'oggi! " 

Carlo Dini

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