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HO FATTO UN SOGNO

di Salvatore Leonardi

Ci sono situazioni che sembrano poter appartenere solo al mondo dei sogni...

Ho sognato che davanti all’ultimo stupro condotto contro la sede del fu BANCO DI NAPOLI in via Toledo, si sono assiepate migliaia di napoletani a contrastare la cancellazione definitiva dell’ultimo ricordo di quello che fu il Banco più antico del mondo.

 

Ho sognato che dopo il crollo dell’approdo borbonico sul lungomare di Napoli una folla di cittadini inferociti ne richiedeva a gran voce il ripristino e la conservazione

 

Ho sognato che davanti ai danni ingentissimi prodotti dalle mareggiate del mese di gennaio al Castel dell’Ovo, l’antica Megaride, dove morì la ninfa Partenope, dove ebbe inizio la millenaria storia della nostra amata Napoli, il popolo tutto chiedeva a gran voce che venissero poste in essere le operazioni di immediato restauro e le opere a mare che impedissero a future mareggiate di comprometterne l’integrità.

 

Ho sognato che il 13 febbraio, giorno della resa di Gaeta, migliaia e migliaia di cittadini dell’ex Regno delle Due Sicilie si radunavano in quella città per ricordare lo scempio compiuto dalle truppe piemontesi, non solo contro i soldati ma contro la inerme popolazione civile che resistette per oltre tre lunghi mesi con coraggio ed eroismo alle truppe guidate dal macellaio Cialdini.

 

Ho sognato che il 17 marzo, giorno della proclamazione del Regno d’Italia, nonostante la Fortezza di Civitella del Tronto resistesse ancora alle nemiche truppe sabaude, migliaia di cittadini scendevano in piazza a Roma e a Civitella del Tronto e in tutte le città dell’ex Regno gridando forte che loro non accettavano lo stato unitario costruito con la violenza, mantenuto con lo stupro e le fucilazioni di centinaia di migliaia di partigiani, non briganti ma partigiani, insieme a donne, bambini, giovani e vecchi che nelle decine e decine di paesi e villaggi del sud dati alle fiamme si opponevano con le armi e con il boicottaggio all’invasione di uno stato nemico e traditore. 

 

Ho sognato che a Torino, davanti al vergognoso museo Lombroso, che conserva le teste di decine di poveri cristi, assassinati e poi decapitati solo perché si opponevano alla conquista delle loro terre e della loro Patria, che condividevano come comunità autonoma, immutabilmente, da più di 700 anni, si assiepava una folla di “meridionali” emigrati al nord, figli di uno stupro che continua ancora oggi contro le popolazioni dell’ex Regno.

 

Ho sognato che ai piedi della Fortezza di Fenestrelle, lager dove furono rinchiusi i soldati del Regno che vollero onorare il giuramento di fedeltà fatto al Re delle Due Sicilie, soldati che non vollero tradire il loro giuramento e rifiutarono di passare sotto il giogo sabaudo, dove le prove del loro passaggio nel lager furono distrutte e interrate insieme ai loro cadaveri, accorrevano da tutta Italia a migliaia per mostrare che la memoria del loro sacrificio non veniva dimenticata dai loro concittadini.

 

Ho sognato che da Palermo e da tutta la Sicilia tra il 15 e il 22 settembre manifestavano centinaia di siciliani per ricordare la rivolta del sette e mezzo dove i cittadini di Palermo si ribellarono al governo sabaudo. Per ristabilire l’ordine, il generale Cadorna, forte di 40.000 granatieri e bersaglieri, fucilò centinaia, forse migliaia di insorti. Come affermò l’ufficiale dei granatieri Antonio Cattaneo in una sua lettera ad alcuni amici: “Vi posso assicurare che qualche vendetta la facemmo anche noi, fucilando quanti ci capitavano. Anzi il 23 Settembre, condotti fuori porta circa 80 arrestati si posero in un fosso e ci si fece fuoco addosso, finché bastò per ucciderli tutti”. Il 23, era il giorno successivo alla fine della rivolta e si fucilava ancora a riprova delle tante atrocità commesse dalle truppe “italiane”.

 

Ho sognato…poi mi sono svegliato e mi sono reso conto che la ribellione non alberga nell’animo dei miei conterranei, ho solo sognato…

 

 

 

" Perché il sottosviluppo del Sud non è un problema di difficile soluzione ma un obiettivo perseguito con successo.

Ed è l'ora di dire BASTA! 

BASTA CON QUESTA ITALIA:

INDIPENDENZA senza se e senza ma perché qualunque scenario di incerta drammaticità non potrà mai essere peggiore dell'oggi! " 

Carlo Dini

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